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Items filtered by date: Marzo 2012
Mercoledì, 28 Marzo 2012 21:56

LA SOCIETA' CI HA TRADITO?

Non e' assurdo affermarlo. Non e' assurdo pensare che la societa' abbia commesso un atto di tradimento verso tutti noi che abbiamo scelto di mantenere una dieta vegana per motivi etici: sara' mio compito ora mostrarvi la sensatezza di tale ipotesi, e cio' che essa comporta.
Siamo stati tutti cresciuti secondo dei precetti etici  i quali, se non erano chiari, di certo erano di facile intuizione: a chi non e' stato insegnato, da bambino, che fare del male ai propri compagni o amici era sbagliato? A chi non e' stato detto che non bisognava buttare cartacce per terra, perche' si sporcava? Chi non e' stato ammonito dai propri genitori, quando si assumeva comportamenti vandalici e distruttivi verso le cose di altri? Ci hanno detto cos'era giusto e cos'era sbagliato, e noi abbiamo, crescendo, fatto del nostro meglio per seguire tali precetti.
E poi, una volta che si e' portato tali concetti alle loro ovvie conseguenze, ci hanno dato degli integralisti e ci hanno raccontato che sbagliavamo, che avevamo capito male, che non era proprio cosi'. La violenza nei confronti degli animali andava benissimo: forse il cane andava risparmiato dalla nostra furia distruttrice, ma gli altri animali erano alla merce della nostra, seppur involontaria, crudelta'. Guai a mettere le mani addosso al proprio compagno di banco. Ma il mangiare la bistecca, la carne morta di un altro essere vivente senziente, non era "peccato". I modelli che ci venivano presentati come "uomini massimi", cio' che dovevamo aspirare a diventare, erano dello stampo di Gandhi, Iqbal oppure S.Francesco. Non di certo Hitler, Stalin o Pinochet...
Da bambini siamo cresciuti guardando la televisione, leggendo libri e forse anche fumetti, e chi e' della mia generazione o anche piu' giovane giocando con i videogiochi. Tutti questi media avevano qualcosa in comune: a volte giustificavano (e ancora giustificano) la violenza, ma mai una violenza gratuita.
Di certo l'eroe poteva essere un soldato, un mercenario oppure una potente cavaliere: mestieri che fanno dell'uccisione di altri il loro lavoro. Ma chi si uccideva erano sempre i cattivi: l'eroe era buono, lo faceva per salvare i civili e gli innocenti. Cosi' si poteva assistere a falciamenti ripetuti di terroristi, nazisti, mostri e signori del male.
Ma io non ho mai sentito di qualcuno che ha perso la famiglia per colpa di un maiale, o di un agnello che tenta di conquistare il mondo, o ancora di un pollo kamikaze. La temuta pecora fascista e' sconosciuta ai piu'. I piu' innocenti sono proprio loro: venitemi a dire che non e' cosi'. E allora come si giustifica, pensa chi inizia a vedere le cose come stanno, il massacro? Per cosa lo facciamo? E la risposta e' orribile, sleale, assurda e terrificante nella sua banalita': lo facciamo per abitudine e per piaceri effimeri, senza alcuno scopo reale. Sarebbe come utilizzare neonati come birilli per una partita a bowling, perche' non si ha voglia di scendere in cantina a prendere quelli di legno che pure si possiede. Nessuno condonerebbe un comportamento simile: eppure con gli animali lo si fa comodamente, senza porsi troppi problemi.
E ancora, quando poniamo la domanda, ci viene risposto che gli scemi siamo noi, che non abbiamo capito nulla, che abbiamo frainteso tutto.
A questo punto, come si fa a non sentirsi traditi da una societa' ipocrita e lazzarona, che trascorre decenni per insegnarci qualcosa e che poi si rimangia tutto? Come si puo' non rigettare un simile comportamento come incoerente e insensato, e starsene buoni in un angolino senza dire nulla?
Noi vegani non siamo, lo ho gia' detto e lo ripeto, dei pazzi insensati con la ragione onnibulata da sentimenti buonisti e zuccherosi: siamo semplicemente persone normalissime che, per caso oppure per fattori ambientali complessi, hanno portato cio' che ci e' stato giustamente insegnato all'unico stadio logico successivo. E' una questione di coerenza e, sebbene la compassione giochi un ruolo fondamentale, e' soprattutto una questione di giustizia. Sfruttare gli animali per i propri ridicoli (e presupposti) guadagni, causando loro morte, torture e infinita sofferenza, e' SBAGLIATO. Se siete d'accordo con cio' che vi e' stato insegnato da piccoli su cosa e' giusto e sbagliato fare, allora non ci sono altre conclusioni.
Poi si puo' sempre essere nichilisti, ma almeno non nascondetevi dietro a muri di vetro fatti di parole vuote e dogmi dal sapore religioso su cosa e' un animale e cosa e' un uomo, che tanto non stanno in piedi nemmeno a puntellarli.
E allora non stiamocene silenziosi in un angolino a rimuginare: la societa' ci deve coerenza e noi vogliamo ottenerla. Se hanno avuto il coraggio di parlare tanto di pace e amore e fratellanza, che la applichino: di dare aria alla bocca sono capaci tutti, ma e' quando e' ora di agire che si distingue le persone serie dai farabutti di poco conto. Ma mai in nessun momento dobbiamo scordarci che la societa' e' anche un po' noi, e che quello che predichiamo dobbiamo attuarlo sempre, che lo sforzo verso una "vita perfetta", libera da abusi verso il piu' debole e vulnerabile, deve essere continuo e costante. La coerenza, in qualche modo inizia da noi: poi pero' possiamo anche pretenderla da altri, ed e' questo che vorrei vedere tutti fare.

Published in Archivio blog al 2012

http://www.lav.it/uploads/78/39355_Santoloci_Campanaro_Veterinari_ASL_in_indagini_maltrattamento_3.02.12_copia.pdf   

 

Nel link sopra riportato troverete un interessante articolo scritto dal Dott. Maurizio Santaloci e dall'avv. Carla Campanaro ai quali ho chiesto l'autorizzazione per poterlo pubblicare sul sito di eticanimalista. L'articolo è tratto dalla testata giornalistica on line Diritto all'ambiente www.dirittoambiente.net e parla di come è errato pensare che sia competenza esclusiva della Asl poter intervenire per accertare, in caso di flagranza di reato, la sussistenza degli elementi di maltrattamento animale.

Ricordo che è compito di ognuno di noi intervenire in difesa di chi non ha voce e prendere posizione ogni qualvolta ci si imbatte in casi di maltrattamento. Consiglio a tutti di leggere attentamente questo articolo e di stamparne una copia da portare sempre con sè e da esibire, se necessario, alle forze dell'ordine che si dovessero dimostrare reticenti ad intervenire quando interpellate nei casi in questione.

IR

 

 

Di seguito potete informarvi su quali sono gli organi di Polizia giudiziaria. (preso dal sito della Lida Sicilia)

Chi è la Polizia giudiziaria?
Per Polizia giudiziaria s'intende quella funzione dello Stato volta ad assicurare le condizioni per l'esercizio dell'azione penale. Essa ha carattere di ausiliarità e collateralità con l'attività giudiziaria ed in particolare con quella attività - e con i relativi organi che la esercitano - che attiene all'esercizio dell'azione penale, cioè alla realizzazione della pretesa punitiva dello Stato.
La Polizia giudiziaria ha natura e finalità repressive anziché preventive, dal momento che interviene quando si è già verificata una violazione della legge penale che l'attività di Polizia di sicurezza non ha potuto evitare. L'attività di Polizia giudiziaria deve essere esercitata fin dalla ricezione di una notizia relativa alla commissione di un reato (notitia criminis) e deve attivarsi anche prima di ricevere ordini dall'ufficio del Pubblico Ministero.

I compiti della Polizia giudiziaria
La Polizia giudiziaria deve:
• prendere notizia dei reati (la Polizia giudiziaria ha il dovere di informarsi sui reati già commessi o in atto. Deve, dunque, adoperarsi nella ricerca di informazioni, non solo attingendole da fonte esterna ma anche di propria iniziativa ed in via del tutto autonoma ed indipendentemente dalla volontà delle eventuali parti lese o soggetti in qualche modo interessati in via diretta o mediata. Fino a quando il Pubblico Ministero non assume la direzione delle indagini, la Polizia giudiziaria deve continuare la propria attività col solo obbligo di mantenere informato il magistrato)
• impedire che i reati vengano portati a conseguenze ulteriori (la Polizia giudiziaria deve evitare la consumazione dell'evento lesivo; se il reato è in via di consumazione deve interromperne la consumazione; se esso è già stato consumato deve tentare di ripristinare lo status quo ante a favore della parte lesa)
• ricercare gli autori dei reati (di propria iniziativa o su ordine del Pubblico Ministero)
• assicurare le fonti di prova (la Polizia giudiziaria deve individuare ed assicurare le fonti di prova mediante la raccolta di sommarie informazioni, perquisizioni, accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone, sequestri, rilievi fotografici ecc.).

Atti d'iniziativa della Polizia giudiziaria
• Obbligo di riferire la notizia di reato al Pubblico Ministero, per iscritto (articolo 347 Codice procedura penale)
• Identifica la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e di altre persone (articolo 349 Codice procedura penale)
• Raccogliere sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini (articolo 350 Codice procedura penale)
• Assume a sommarie informazioni le persone che possono riferire notizie utili ai fini delle indagini (articolo 351 Codice procedura penale)
• In flagranza di reato procede alla perquisizione della persona e dei locali alla ricerca di cose o tracce pertinenti il reato (articolo 352 Codice procedura penale)
• Eseguire accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone, anche prima dell'intervento del Pubblico Ministero nell'ipotesi che vi sia pericolo che le cose, le tracce ed i luoghi si alterino o si disperdano.
Alla polizia giudiziaria è vietato fare ispezioni sulla persona. (articolo 354 Codice procedura penale)

Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria
1. Salve le disposizioni delle leggi speciali, sono ufficiali di polizia giudiziaria:
a) i dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovrintendenti e gli altri appartenenti alla polizia di Stato ai quali l'ordinamento dell'amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità;
b) gli ufficiali superiori e inferiori e i sottufficiali dei carabinieri, della guardia di finanza, del Corpo di Polizia penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato nonché gli altri appartenenti alle predette forze di polizia ai quali l'ordinamento delle rispettive amministrazioni riconosce tale qualità;
c) il sindaco dei comuni ove non abbia sede un ufficio della polizia di Stato ovvero un comando dell'arma dei carabinieri o della guardia di finanza.

2. Sono agenti di polizia giudiziaria:
a) il personale della polizia di Stato
al quale l'ordinamento dell'amministrazione della pubblica sicurezza riconosce tale qualità;
b) i carabinieri, le guardie di finanza, gli agenti di polizia penitenziaria, gli Agenti del Corpo Forestale dello Stato, le guardie delle province e dei comuni.

3. Sono altresì ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, nei limiti del servizio cui sono destinate e secondo le rispettive attribuzioni e competenze, le persone alle quali le leggi e i regolamenti attribuiscono le funzioni previste dall'articolo 55 tra i quali:
• i Vigili del Fuoco (permanenti e volontari);
• gli Ispettori del lavoro;
• gli ufficiali sanitari;
• i vigili operatori di Polizia locale, provinciali, comunali, delle comunità montane.

A questi si aggiungono una serie infinita di Ufficiali ed Agenti di P.G. che hanno compiti limitati di polizia giudiziaria tra questi segnaliamo per esempio:
• i verificatori di pesi e di misure;
• le guardie zoofile nominate dalle società di protezione animali;
• i funzionari e gli agenti del ministero dell'industria,
• i verificatori di titoli di viaggio delle ferrovie, delle linee di trasporto su gomma urbane ed extraurbane, ecc. individuate di volta in volta da leggi specifiche.

GUARDIE ZOOFILE:

Sono Pubblici Ufficiali con Decreto Guardia Zoofila rilasciato dalla Prefettura
La predetta Guardia particolare potrà prestare servizio in ambito:
“Vigilanza per la prevenzione e repressione delle infrazioni previste dalle Leggi e Regolamenti In Materia di Protezione animale e difesa del patrimonio zootecnico dello stato”
La L.281/91 e 189/04 riconosce alle Guardie particolari Giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute.

FUNZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Art. 357 Codice Penale: Nozione del Pubblico Ufficiale
Agli effetti della legge penale, sono Pubblici Ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.
Art. 358 Codice Penale:
E’ incaricato di un Pubblico Servizio chiunque presta una funzione pubblica, senza averne tuttavia i poteri tipici, e con l’esclusione delle semplici mansioni d’opera o d’ordine.
Gli incaricati di pubblico servizio sono coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.

Legge 189/2004 Art. 6. (Vigilanza) Comma 2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57. del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute.

Legge 11 Febbraio 1992, n. 157 Art. 27 - Vigilanza venatoria 1. La vigilanza sulla applicazione della presente legge e delle leggi regionali è affidata:
b) alle guardie volontarie delle associazioni venatorie, agricole e di protezione ambientale nazionali presenti nel Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale e a quelle delle associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell'ambiente, alle quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
2. La vigilanza di cui al comma 1, è altresì, affidata agli ufficiali, sottufficiali e guardie del Corpo forestale dello Stato, alle guardie addette a parchi nazionali e regionali, agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, alle guardie giurate comunali, forestali e campestri ed alle guardie private riconosciute ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza; è affidata altresì alle guardie ecologiche e zoofile riconosciute da leggi regionali.
3. Gli agenti svolgono le proprie funzioni, di norma, nell'ambito della circoscrizione territoriale di competenza.
4. La qualifica di guardia volontaria può essere concessa, a norma del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza; a cittadini in possesso di un attestato di idoneità rilasciato dalle regioni previo superamento di apposito esame. Le regioni disciplinano la composizione delle commissioni preposte a tale esame garantendo in esse la presenza tra loro paritaria di rappresentanti di associazioni venatorie, agricole ed ambientaliste.
6. I corsi di preparazione e di aggiornamento delle guardie per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza sull'esercizio venatorio, sulla tutela dell'ambiente e della fauna e sulla salvaguardia delle produzioni agricole, possono essere organizzati anche dalle associazioni di cui al comma 1, lettera b), sotto il controllo della regione.
7. Le province coordinano l'attività delle guardie volontarie delle associazioni agricole, venatorie ed ambientaliste.
8. Il Ministro dell'agricoltura e delle foreste, d'intesa con il Ministro dell'ambiente, garantisce il coordinamento in ordine alle attività delle associazioni di cui al comma 1, lettera b), rivolte alla preparazione, aggiornamento ed utilizzazione delle guardie volontarie.
9. I cittadini in possesso, a norma del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, della qualifica di guardia venatoria volontaria alla data di entrata in vigore della presente legge, non necessitano dell'attestato di idoneità di cui al comma 4.

Legge 11 Febbraio 1992, n. 157 Art. 28 - Poteri e compiti degli addetti alla vigilanza venatoria
1. I soggetti preposti alla vigilanza venatoria ai sensi dell'articolo 27 possono chiedere a qualsiasi persona trovata in possesso di armi o arnesi atti alla caccia, in esercizio o in attitudine di caccia, la esibizione della licenza di porto di fucile per uso di caccia, del tesserino di cui all'articolo 12, comma 12, del contrassegno della polizza di assicurazione nonché della fauna selvatica abbattuta o catturata.
2. Nei casi previsti dall'articolo 30, gli ufficiali ed agenti che esercitano funzioni di polizia giudiziaria procedono al sequestro delle armi, della fauna, selvatica e dei mezzi di caccia, con esclusione del cane e dei richiami vivi autorizzati. In caso di condanna per le ipotesi di cui al medesimo articolo 30, comma 1, lettere a), b), e), d) ed e), le armi e i suddetti mezzi sono in ogni caso confiscati.
3. Quando è sequestrata fauna selvatica, viva o morta, gli ufficiali o agenti la consegnano all'ente pubblico localmente preposto alla disciplina dell'attività venatoria il quale, nel caso di fauna viva, provvede a liberarla in località adatta ovvero, qualora non risulti liberabile, a consegnarla ad un organismo in grado di provvedere alla sua riabilitazione e cura ed alla successiva reintroduzione nel suo ambiente naturale; in caso di fauna viva sequestrata in campagna, e che risulti liberabile, la liberazione è effettuata sul posto dagli agenti accertatori. Nel caso di fauna morta, l'ente pubblico provvede alla sua vendita tenendo la somma ricavata a disposizione della persona cui è contestata l'infrazione ove si accerti successivamente che l'illecito non sussiste; se, al contrario, l'illecito sussiste, l'importo relativo deve essere versato su un conto corrente intestato alla regione.
4. Della consegna o della liberazione di cui al comma 3, gli ufficiali o agenti danno atto in apposito verbale nel quale sono descritte le specie e le condizioni degli esemplari sequestrati, e quant'altro possa avere rilievo ai fini penali.
5. Gli organi di vigilanza che non esercitano funzioni di polizia giudiziaria, i quali accertino, anche a seguito di denuncia, violazioni delle disposizioni sull'attività venatoria, redigono verbali, conformi alla legislazione vigente, nei quali devono essere specificate tutte le circostanze del fatto e le eventuali osservazioni del contravventore, e li trasmettono all'ente da cui dipendono ed all'autorità competente ai sensi delle disposizioni vigenti.

Published in Archivio blog al 2012

Finalmente dopo anni e anni di attesa anche la provincia autonoma di Trento ha legiferato in materia di tutela animali, colmando un vuoto legislativo che la poneva negativamente tra le pochissime regioni italiane che ancora non ce l'avevano. Sicuramente dobbiamo ringraziare in parte, il consigliere provinciale dei verdi Roberto Bombarda che nonostante i vari ostacoli trovati sul suo cammino, si è impegnato insieme ad altri per raggiungere questo risultato. La legge, per essere efficace, dovrà essere pubblicata sul bollettino della provincia, ed entro 180 giorni dalla sua pubblicazione, dovrà essere presentato il regolamento di attuazione che entrerà nel merito dei vari articoli che la compongono definendone i contenuti.

Ecco il testo integrale:

LEGGE PROVINCIALE N. (in attesa di pubblicazione)

Protezione degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo

INDICE

Capo I - Tutela degli animali d'affezione

Art. 1 - Finalità

Art. 2 - Definizioni e ambito di applicazione

Art. 3 - Doveri del responsabile

Art. 4 - Commercio e allevamento

Art. 5 - Esposizioni, spettacoli e competizioni

Art. 6 - Impiego degli animali per finalità terapeutiche

Art. 7 - Commissione provinciale per la protezione degli animali d'affezione

Art. 8 - Programmi di informazione e di educazione

Art. 9 - Istituzione dell'anagrafe canina provinciale e prevenzione del randagismo

Art. 10 - Tutela dei gatti liberi e istituzione dell'anagrafe felina provinciale

Art. 11 - Soccorso di animali

Art. 12 - Controllo degli animali sinantropi o vaganti

Art. 13 - Sperimentazione animale

Art. 14 - Accesso e accoglienza degli animali d'affezione

Art. 15 - Seppellimento degli animali d'affezione

Art. 16 - Promozione delle associazioni

Art. 17 - Attività di vigilanza

Art. 18 - Sanzioni amministrative

Capo II - Inserimento dell'articolo 41 bis nella legge provinciale 28 marzo 2003, n. 4 (legge provinciale sull'agricoltura)

Art. 19 - Inserimento dell'articolo 41 bis nella legge provinciale sull'agricoltura

Capo III - Sostituzione dell'articolo 50 della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge provinciale sulla tutela della salute)

Art. 20 - Sostituzione dell'articolo 50 della legge provinciale sulla tutela della salute

Capo IV - Modificazione dell'articolo 62 della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica provinciale)

Art. 21 - Modificazione dell'articolo 62 della legge urbanistica provinciale

Capo V - Disposizioni finali

Art. 22 - Abrogazioni

Art. 23 - Disposizioni transitorie

Art. 24 - Disposizioni finanziarie

Capo I

Tutela degli animali d'affezione

Art. 1

Finalità

1.    La Provincia autonoma di Trento tutela la salute degli animali d'affezione e ne promuove la corretta convivenza con le persone, nel rispetto delle esigenze sanitarie e ambientali, in attuazione dell'accordo fra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sottoscritto il 6 febbraio 2003 in materia di benessere degli animali da compagnia e pet therapy e in conformità a quanto previsto dalla legge 20 luglio 2004, n. 189 (Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate).

2.    La Provincia favorisce condizioni di vita rispettose delle caratteristiche biologiche ed etologiche degli animali d'affezione, secondo i principi sanciti dalla convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, sottoscritta a Strasburgo il 13 novembre 1987 e ratificata dalla legge 4 novembre 2010, n. 201, anche richiamandosi alla dichiarazione universale dei diritti degli animali dell'UNESCO, sottoscritta a Parigi il 15 ottobre 1978.

3.    La Giunta provinciale esercita le funzioni di vigilanza e controllo a garanzia del perseguimento delle finalità indicate nei commi 1 e 2 nonché del rispetto degli obblighi fissati da questa legge.

4.    Questa legge è citata usando il seguente titolo breve: "legge provinciale sugli animali d'affezione".

Art. 2

Definizioni e ambito di applicazione

1.    Ai fini di questa legge s'intende per:

a)    "animale d'affezione": l'animale tenuto, o destinato a essere tenuto, dall'uomo per compagnia o affezione, senza fini alimentari o produttivi, compresi quelli che svolgono attività utili all'uomo, come i cani per disabili, gli animali per la pet therapy e per la riabilitazione; gli animali selvatici non sono considerati animali d'affezione;

b)    "responsabile di animale d'affezione": il proprietario o il detentore che ne risponde civilmente o penalmente;

c)    "animale randagio": l'animale d'affezione vagante sul territorio non identificato o non iscritto nella relativa anagrafe e comunque non riferibile a un proprietario; gli animali randagi non possono essere soppressi e non possono essere destinati a sperimentazioni;

d)    "allevamento di cani e gatti per attività commerciali": la detenzione di cani e di gatti, anche a fini commerciali, in numero pari o superiore a cinque fattrici o trenta cuccioli per anno;

e)    "allevamento di altri animali d'affezione per attività commerciali": esclusivamente l'allevamento esercitato a fini di lucro;

f)     "commercio di animali d'affezione": qualsiasi attività economica diretta al commercio, all'allevamento, all'addestramento e alla custodia, compresa l'attività di toelettatura, di animali d'affezione.

2.    La fauna selvatica e quella ittica non rientrano nell'ambito di applicazione di questa legge. La loro tutela e il loro prelievo sono disciplinati dalle rispettive normative.

Art. 3

Doveri del responsabile

1.    Il responsabile di un animale d'affezione è tenuto a garantirne la salute e il benessere.

2.    Il responsabile di un animale d'affezione, anche ai fini della prevenzione del randagismo e dei danni o delle lesioni a persone, animali o cose e del decoro urbano, deve adottare le seguenti misure:

a)    rifornirlo di cibo e acqua in quantità sufficiente;

b)    assicurargli le necessarie cure sanitarie anche attraverso l'adesione a piani di prevenzione individuati con deliberazione della Giunta provinciale;

c)    garantire l'igiene e l'adeguatezza degli spazi di dimora;

d)    in caso di trasporto, assicurare un trattamento adeguato e comunque tale da non arrecargli danni o sofferenze nel corso del viaggio;

e)    adottare ogni possibile precauzione per impedirne la fuga;

f)     garantire la tutela di terzi da aggressioni;

g)    adottare e utilizzare tutti gli strumenti disponibili per la rimozione delle deiezioni nei luoghi pubblici.

3.    Il responsabile della detenzione di un cane deve evitare, se possibile, di tenerlo legato alla catena. In caso contrario la catena deve avere un'adeguata lunghezza e, se possibile, deve esserne assicurato lo scorrimento;

3 bis. In caso di detenzione di sei o più cani, il responsabile deve dimostrare di essere in grado di accudire gli animali in modo adeguato; per tale condizione valgono tutte le regole applicabili ai canili.

4.    E' vietata la detenzione di animali a chi è stato condannato con sentenza passata in giudicato per uno dei delitti puniti dal titolo IX bis (Dei delitti contro il sentimento per gli animali) del libro II del codice penale.

5.    La detenzione di animali esotici è consentita nel rispetto della normativa vigente in materia.

6.    L'Azienda provinciale per i servizi sanitari trasmette annualmente alla competente struttura provinciale una relazione sulle azioni intraprese, direttamente o a seguito di segnalazioni, circa il mancato rispetto di quest'articolo.

Art. 4

Commercio e allevamento

1.    Per l'esercizio dell'attività di commercio di animali d'affezione prevista dall'articolo 2, comma 1, lettera f), è richiesta la presentazione al comune territorialmente competente di una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), ai sensi dell'articolo 23 della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (legge provinciale sull'attività amministrativa), fatti salvi i divieti fissati per il commercio e l'allevamento di animali esotici.

2.    La Giunta provinciale, con propria deliberazione, stabilisce i requisiti per l'esercizio del commercio di animali d'affezione, con particolare riferimento alle competenze professionali dei richiedenti e alle caratteristiche delle attrezzature e dei locali impiegati.

3.    L'Azienda provinciale per i servizi sanitari si esprime sulla sussistenza e sul controllo dei requisiti igienico-sanitari dei locali previsti dal comma 2.

4.    Chi esercita il commercio di animali d'affezione è obbligato alla tenuta di un registro degli animali, che comprende l'annotazione della loro provenienza e destinazione, secondo le modalità stabilite dalla Giunta provinciale con la deliberazione prevista dal comma 2.

5.    Chi esercita il commercio di animali d'affezione è tenuto ad accertare l'età dell'acquirente, verificando la sussistenza del consenso all'acquisto da parte delle persone che esercitano la responsabilità parentale nel caso di acquirenti di età inferiore a sedici anni.

6.    Chi esercita il commercio di animali d'affezione garantisce che i cuccioli posti in vendita presentino condizioni di sviluppo fisico e di autonomia comportamentale adeguate alle caratteristiche della specie di appartenenza.

7.    E' vietata la cessione a qualsiasi titolo di cani e gatti di età inferiore a due mesi, nonché di cani non identificati e registrati con le modalità previste dall'articolo 9.

Art. 5

Esposizioni, spettacoli e competizioni

1.    E' vietata la partecipazione di cani e gatti di età inferiore a quattro mesi a manifestazioni espositive. E' vietato offrire in premio o in omaggio animali nell'ambito di attività commerciali, giochi o spettacoli.

2.    L'Azienda provinciale per i servizi sanitari individua le tipologie di vaccinazione a cui devono essere sottoposti gli animali di età superiore a quattro mesi che partecipano a manifestazioni espositive.

3.    E' consentita la partecipazione di cuccioli di età inferiore a quattro mesi a manifestazioni espositive organizzate da associazioni con finalità di tutela degli animali per la promozione di adozioni di esemplari ospitati presso strutture di custodia riconosciute dalla Provincia, previa certificazione sanitaria rilasciata per ciascun esemplare.

4.    I comuni autorizzano l'esercizio dell'attività circense, le mostre itineranti di animali e le manifestazioni popolari che prevedono la presenza di animali, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia. Le attività che prevedono l'impiego di animali devono svolgersi in modo da salvaguardarne la salute e il benessere.

Art. 6

Impiego degli animali per finalità terapeutiche

1.    Questa legge si applica anche alle attività educative, ricreative e ai trattamenti sanitari nei quali è previsto l'impiego di animali ai sensi dell'articolo 50 della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16 (legge provinciale sulla tutela della salute).

Art. 7

Commissione provinciale per la protezione degli animali d'affezione

1.    E' istituita la commissione provinciale per la protezione degli animali d'affezione, quale organo consultivo della Giunta provinciale.

2.    La commissione è nominata dalla Giunta provinciale per la durata della legislatura.

3.    La commissione è composta:

a)    dall'assessore provinciale competente in materia di sanità e benessere animale, o un suo delegato, che svolge funzioni di presidente;

b)    dal dirigente del dipartimento provinciale competente in materia di sanità e benessere animale, o un suo delegato;

c)    dal direttore dell'unità operativa igiene e sanità pubblica veterinaria dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, o un suo delegato;

d)    dal presidente dell'ordine dei veterinari della provincia di Trento, o un suo delegato;

e)    da tre componenti designati dal Consiglio delle autonomie locali;

f)     da cinque componenti designati dalle associazioni con finalità di tutela degli animali che operano nel territorio provinciale.

4.    Con deliberazione della Giunta provinciale sono stabilite le modalità di organizzazione e di funzionamento della commissione; a maggioranza assoluta dei suoi componenti la commissione può deliberare ulteriori disposizioni concernenti l'organizzazione e lo svolgimento delle sue attività.

5.    La commissione formula pareri e proposte, su richiesta della Giunta provinciale, con particolare riferimento ai seguenti argomenti:

a)    detenzione e cura degli animali;

b)    tutela e addestramento degli animali, con riguardo particolare alle singole specie;

c)    informazione, sensibilizzazione e formazione sugli obblighi derivanti dalla detenzione degli animali, anche per ridurre il randagismo.

Art. 8

Programmi di informazione e di educazione

1.    La Provincia promuove la realizzazione di contesti sociali e culturali favorevoli all'adozione da parte dei cittadini di comportamenti responsabili e rispettosi degli animali d'affezione.

2.    Per favorire il rispetto e la tutela degli animali d'affezione, la Giunta provinciale promuove lo svolgimento di attività didattiche presso le istituzioni scolastiche e formative di primo e secondo ciclo. Inoltre la Giunta provinciale definisce criteri e requisiti per l'organizzazione delle fattorie didattiche, al fine di favorire la collaborazione con le istituzioni scolastiche e formative.

Art. 9

Istituzione dell'anagrafe canina provinciale e prevenzione del randagismo

1.    Nella provincia di Trento si applica la legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), con gli adattamenti previsti da quest'articolo.

2.    La Provincia e i comuni esercitano le funzioni ad essi attribuite dalla legge n. 281 del 1991. Le funzioni spettanti alla Provincia sono esercitate dalla Giunta provinciale, dalle strutture provinciali e dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari secondo quanto stabilito con regolamento. Le associazioni che hanno come fine la tutela degli animali possono svolgere le attività riconosciute agli enti e associazioni protezioniste dalla legge n. 281 del 1991 con i criteri e le modalità previsti dal regolamento.

3.    E' istituita, a cura dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari e in collaborazione con i comuni, l'anagrafe canina provinciale, che si articola in sezioni comunali.

4.    I proprietari o i detentori di cani devono iscrivere i propri animali all'anagrafe canina provinciale, presso il comune di residenza, entro sessanta giorni dalla nascita dell'animale o entro trenta giorni da quando ne vengono in possesso, a qualsiasi titolo; i proprietari e i detentori di cani, inoltre, devono comunicare al comune la cessione, la scomparsa o la morte del cane, nonché il cambiamento di residenza, secondo quanto stabilito dal regolamento.

5.    La Provincia definisce gli interventi di controllo demografico della popolazione animale e di educazione sanitaria e zoofila.

6.    Nell'ambito dell'anagrafe canina è istituito un archivio informatizzato dei cani morsicatori e dei cani con aggressività non controllata, per garantire una registrazione degli episodi di aggressività.

7.    Il regolamento stabilisce, fra l'altro:

a)    le modalità per l'organizzazione e la gestione dell'anagrafe canina provinciale;

b)    le modalità per garantire l'accesso all'anagrafe canina;

c)    le modalità e i criteri per il risanamento dei canili comunali e per la costruzione dei rifugi, per garantire buone condizioni di vita degli animali ricoverati e il rispetto delle norme igienico-sanitarie e per assicurare il controllo sanitario.

 

Art. 10

Tutela dei gatti liberi e istituzione dell'anagrafe felina provinciale

1.    I comuni tutelano i gatti delle colonie feline, favorendo l'azione di associazioni che hanno come fine la tutela degli animali e che, sotto la vigilanza dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, ne assicurano la cura e la sopravvivenza. I comuni possono promuovere la costituzione delle strutture per la custodia temporanea di gatti liberi che necessitano di cure anche in collaborazione con le associazioni.

2.    L'Azienda provinciale per i servizi sanitari, in collaborazione con i comuni, istituisce l'anagrafe felina provinciale in coordinamento con la banca dati dell'anagrafe nazionale felina.

3.    L'anagrafe felina provinciale raccoglie i dati identificativi dei gatti su base volontaria a richiesta del proprietario. In caso di piani o iniziative finalizzati all'igiene pubblica e veterinaria nell'anagrafe felina sono inseriti i dati e le notizie ritenuti utili al riconoscimento delle colonie feline e dei gatti liberi.

4.    Il regolamento previsto dall'articolo 9 disciplina le modalità di identificazione dei gatti e di registrazione dei dati nell'anagrafe felina provinciale.

Art. 11

Soccorso di animali

1.    Chiunque rinviene animali feriti o vaganti che hanno bisogno di soccorso deve darne segnalazione al servizio veterinario pubblico o alla polizia locale, la quale attiva gli eventuali altri soggetti interessati, fermi restando gli obblighi previsti dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada). Nel caso di animali feriti o vaganti che costituiscono pericolo per la pubblica incolumità sono allertate le strutture operative della protezione civile della Provincia.

2.    L'Azienda provinciale per i servizi sanitari garantisce il servizio di primo intervento per animali feriti senza proprietario che necessitano di cure sanitarie, con le modalità stabilite dalla Giunta provinciale.

3.    I comuni, direttamente o in collaborazione con le associazioni con finalità di tutela degli animali, garantiscono la cattura, il trasporto e la custodia degli animali d'affezione senza proprietario.

3 bis. I liberi professionisti e gli operatori dell’Azienda sanitaria possono dotare i veicoli utilizzati per il soccorso e l’assistenza zooiatrica, di appositi segnali di riconoscimento con le modalità stabilite con deliberazione della Giunta provinciale.

Art. 12

Controllo degli animali sinantropi o vaganti

1.    La Provincia, tramite l'Azienda provinciale per i servizi sanitari, promuove l'adozione di programmi diretti alla gestione e al controllo delle popolazioni degli animali sinantropi o vaganti, per evitare la loro indiscriminata proliferazione.

2.    Per prevenire e contrastare il randagismo, i comuni realizzano i programmi previsti dal comma 1, anche con la collaborazione delle associazioni che operano a tutela degli animali.

Art. 13

Sperimentazione animale

1.    Fatte salve le vigenti disposizioni in materia di sperimentazioni su animali condotte da centri o istituti autorizzati, la Provincia favorisce progetti di ricerca che utilizzano metodiche che non comportano l'impiego di animali.

Art. 14

Accesso e accoglienza degli animali d'affezione

1.    La Provincia e i comuni, in collaborazione con i soggetti pubblici e privati interessati, promuovono l'accoglienza degli animali d'affezione nelle strutture ricettive e nei luoghi pubblici.

2.    Nelle aree urbane destinate a parco pubblico i comuni individuano spazi destinati ai cani, dotandoli di adeguate attrezzature e garantendo i previsti controlli igienico-sanitari.

3.    La Provincia, nell'ambito della promozione turistica, favorisce l'offerta di servizi per l'accoglienza di animali d'affezione nei luoghi di villeggiatura.

Art. 15

Seppellimento degli animali d'affezione

1.    I comuni, singoli o associati, possono individuare aree per il seppellimento di animali d'affezione o per l'installazione di impianti per il loro incenerimento. E' fatta salva la possibilità di seppellimento in terreni privati, previa autorizzazione del comune, sentita l'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

2.    I comuni possono affidare la gestione del servizio di seppellimento degli animali d'affezione anche ad associazioni che operano a tutela degli animali nel territorio provinciale.

Art. 16

Promozione delle associazioni

1.    La Provincia favorisce le associazioni che operano a tutela degli animali nel territorio provinciale mediante la concessione di contributi in misura non superiore all'80 per cento della spesa riconosciuta ammissibile, per la realizzazione di attività finalizzate:

a)    alla custodia e all'assistenza degli animali d'affezione;

b)    al censimento e all'assistenza delle colonie feline;

c)    allo studio e alla divulgazione per la promozione della conoscenza delle tematiche connesse alla corretta convivenza fra uomo e animale in ambito urbano.

2.    La Giunta provinciale, sentita la commissione prevista dall'articolo 7, disciplina i criteri per la determinazione dei contributi e le loro modalità di erogazione.


 

Art. 17

Attività di vigilanza

1.    Ferme restando le competenze delle guardie particolari giurate previste dall'articolo 6 della legge n. 189 del 2004, l'attività di vigilanza sull'applicazione di questa legge è attribuita ai corpi di polizia locale, al corpo forestale provinciale e all'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

2.    La Provincia promuove l'organizzazione di corsi di formazione per i corpi di polizia locale, il corpo forestale provinciale, gli operatori dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari e le guardie particolari giurate previste dal comma 1, per garantire l'applicazione di questa legge.

Art. 18

Sanzioni amministrative

1.    Il mancato rispetto degli obblighi previsti dagli articoli 3, commi 2 e 4, 4, commi 4, 5 e 7 e 5, comma 1 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da 50 a 150 euro.

1 bis. Il mancato rispetto dell’obbligo dell’art. 3 comma 3 bis comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 800 euro.

2.    In caso di reiterazione della violazione ai sensi dell'articolo 8 bis della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), la sanzione amministrativa pecuniaria è raddoppiata.

Capo II

Inserimento dell'articolo 41 bis nella legge provinciale 28 marzo 2003, n. 4
(legge provinciale sull'agricoltura)

Art. 19

Inserimento dell'articolo 41 bis nella legge provinciale sull'agricoltura

1.    Dopo l'articolo 41, nel capo VI, della legge provinciale sull'agricoltura è inserito il seguente:

"Art. 41 bis

Azioni per la tutela del benessere degli animali

1.    Le finalità di tutela del benessere degli animali previste dalla legge provinciale sugli animali d'affezione si applicano, in quanto compatibili, alle produzioni zootecniche.

2.    La Provincia, tramite l'Azienda provinciale per i servizi sanitari, promuove, in collaborazione con le associazioni degli allevatori, la definizione di un documento sulle migliori prassi per la corretta detenzione degli animali da allevamento, per tutelarne il benessere.

3.    In collaborazione con le associazioni degli allevatori, la Provincia verifica le condizioni degli animali da allevamento e promuove iniziative di comunicazione ed educazione finalizzate a innalzare gli standard di qualità dell'allevamento per migliorare il benessere degli animali da reddito."


 

Capo III

Sostituzione dell'articolo 50 della legge provinciale 23 luglio 2010, n. 16
(legge provinciale sulla tutela della salute)

Art. 20

Sostituzione dell'articolo 50 della legge provinciale sulla tutela della salute

1.    L'articolo 50 della legge provinciale sulla tutela della salute è sostituito dal seguente:

"Art. 50

Attività con animali per la promozione del benessere e della salute della persona

1.    Per favorire la corretta relazione uomo-animale e la convivenza tra le persone e gli animali nel rispetto delle esigenze sanitarie e del benessere degli animali, la Provincia promuove le attività svolte con l'ausilio di animali riconoscendone il valore e la funzione nella promozione del benessere psicologico, fisico e relazionale delle persone. Esse si distinguono in:

a)    educazione assistita con gli animali (EAA), comprendenti attività di tipo ricreativo, culturale ed educativo finalizzate alla promozione di una maggiore interazione, conoscenza e rispetto del mondo animale da parte delle persone, ed in particolare da parte dei bambini in età scolare;

b)    attività assistite con gli animali (AAA), comprendente interventi di tipo educativo e ricreativo di supporto psico-relazionale, finalizzati all'educazione, alla rieducazione, al recupero e al miglioramento della qualità della vita di persone normodotate, affette da handicap, disabilità o problemi comportamentali, di anziani e malati terminali;

c)    terapie attuate con l'ausilio di animali (TAA), finalizzate alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale rivolta a soggetti affetti da patologie psichiche, fisiche, sensoriali o plurime dipendenti da qualunque causa.

2.    I soggetti che realizzano le attività previste dal comma 1 si avvalgono di strutture accreditate.

3.    La Provincia può concedere contributi, entro i limiti stabiliti dalla Giunta provinciale, ai soggetti previsti dal comma 2 per la realizzazione di progetti di attività o terapie con gli animali, anche di carattere sperimentale.

4.    La Giunta provinciale, sentita la commissione per la convivenza fra uomo e animale e previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, stabilisce le modalità di attuazione di quest'articolo, con particolare riferimento alla tipologia e alle caratteristiche degli interventi previsti dal comma 1, ai requisiti necessari per l'accreditamento, in coerenza con le attività svolte, ai criteri e alle modalità di valutazione e di controllo delle attività."

Capo IV

Modificazione dell'articolo 62 della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1
(legge urbanistica provinciale)

Art. 21

Modificazione dell'articolo 62 della legge urbanistica provinciale

1.    Dopo il comma 7 dell'articolo 62 della legge urbanistica provinciale è inserito il seguente:

"7 bis. Nelle aree destinate all'agricoltura dagli strumenti di pianificazione territoriale sono ammessi, oltre ai maneggi, anche i ricoveri e rifugi per gli animali d'affezione nonché altri ricoveri di animali in genere non destinati all'esercizio dell'attività agricola, previo parere favorevole del comitato previsto dal comma 9. Per la realizzazione dei ricoveri e rifugi per gli animali d'affezione si osserva quanto stabilito dalla legge provinciale sugli animali d'affezione. Con deliberazione della Giunta provinciale possono essere fissati eventuali ulteriori specifici criteri e condizioni per la realizzazione dei ricoveri previsti da quest'articolo."

Capo V

Disposizioni finali

Art. 22

Abrogazioni

1.    Con l'entrata in vigore del regolamento previsto dall'articolo 9, sono abrogate le seguenti disposizioni:

a)    articolo 10 della legge provinciale 1 agosto 2003, n. 5, in materia di anagrafe canina e attuazione della legge n. 281 del 1991;

b)    articolo 8 della legge provinciale 22 dicembre 2004, n. 13.

Art. 23

Disposizioni transitorie

1.    La Giunta provinciale adotta i provvedimenti di attuazione previsti da questa legge entro centottanta giorni dalla data della sua entrata in vigore.

2.    Gli esercenti delle attività previste dall'articolo 4 sono tenuti al rispetto delle disposizioni in esso contenute entro un anno dalla data di entrata in vigore di questa legge. A tal fine presentano al comune una SCIA entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore di questa legge.

Art. 24

Disposizioni finanziarie

1.    Per i fini dell’articolo 16 è prevista la spesa di 36.000 euro per l’anno 2012 e di 34.000 euro per l’anno 2013 e di 32.000 euro per l’anno 2014. Alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione di questo comma si provvede mediante l’utilizzo degli stanziamenti già autorizzati in bilancio sull’unità previsionale di base 80.30.110 (Interventi nel settore forestale e faunistico), derivanti dall’abrogazione dell’articolo 10 della legge provinciale n. 5 del 2003. Per gli anni successivi la relativa spesa sarà determinata dalla legge finanziaria.

2. Alla copertura delle spese derivanti dall’applicazione degli articoli 9,10,11 e 12 provvede l’Azienda provinciale per i servizi sanitari nell’ambito delle assegnazioni sul fondo sanitario provinciale (unità previsionali di base 44.5.110 – Spese per il servizio sanitario provinciale).

3. Alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione dell’articolo 20 si fa fronte con le risorse già autorizzate in bilancio sul fondo sanitario provinciale (unità previsionali di base 44.5.110 – Spese per il servizio sanitario provinciale).

4.    La Giunta provinciale è autorizzata ad apportare al bilancio le variazioni conseguenti a questa legge, ai sensi dell'articolo 27, terzo comma, della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (legge provinciale di contabilità).

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Venerdì, 23 Marzo 2012 18:31

UNA LEGGE DI CARTA NON E' SUFFICIENTE

Il seguente articolo e' stato scritto da me e pubblicato sulla rivista di "Sinistra Ecologia e Liberta", chiamata "Linke'". Nonostante cio', vogliamo assicurare che EticAnimalista.org non rivendica ALCUNA posizione politica e si mantiene neutrale su questo fronte. In fondo, noi ci occupiamo di animalismo, e non di altro.

E' difficile districarsi tra le molte leggi vigenti che tutelano seppur parzialmente gli animali. Per alcuni animali considerati domestici e quindi (almeno per la maggioranza della gente) di serie A queste leggi rimangono spesso inapplicate e nessuno sforzo viene fatto per garantire la loro efficacia. Anche peggio va per gli animali di serie B, quelli che la nostra societa', specista e antropocentrica, considera "da reddito", riconoscendone un valore solo in relazione all'utilita' per la nostra specie (mucche, vitelli, cavalli, galline, oche, ecc.): le leggi sono spesso disattese rispetto alla detenzione, al trasporto, nonche' all'ultima fase delle loro miserevoli vite, cioe' la macellazione. Troppo spesso, anche nelle nostre valli, le stesse istituzione o gli enti preposti al controllo, ASL veterinarie e forze dell'ordine, ignorano le leggi o scelgono volontariamente di non applicarle e di essere conniventi con coloro che sfruttano gli animali, a scopo di lucro e non solo. Anche le organizzazioni politiche si occupano raramente di animali (forse perche' gli animali - ahime' - non hanno diritto di voto) e quando lo fanno e' sempre con un tono di sufficienza. La legge principale sulla tutela degli animali vigente in Italia e' la L 189/2004 intitolata: "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonche' di impiego degli stessi in combattimenti clandestini e competizioni non autorizzate". In particolare, l'articolo 727 del Codice Penale, recita testualmente: "omissis... Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di grandi sofferenze." Questo comma viene invece troppo spesso frainteso o comunque interpretato secondo convenienza. Eppure il suo senso parrebbe chiaro e limpido. Dice: se tieni un animale in condizioni incompatibili con la sua natura, stai commettendo un reato. Ora, qual e', ad esempio, la natura di un cane? Penso che saremo tutti d'accordo nel affermare che un cane e' una creatura sociale - molto piu' dell'uomo. E' dunque cosi' assurdo sostenere che un cane tenuto alla catena o rinchiuso in un recinto senza compagnia, sia maltrattato? Ma allora perche' le forze dell'ordine non intervengono quando vengono segnalati casi simili? In particolare le ASL, che con le loro unita' veterinarie dovrebbero formare un nucleo di esperti necessario per accertare la veridicita' di queste segnalazioni, spesso invece indugiano nella pigrizia e inadempienza.
Come animalisti ci e' spesso capitato di segnalare casi di maltrattamento, per poi sentirci dire dal veterinario della ASL che il cane "aveva cibo e acqua e un riparo, quindi stava bene". Non ci risulta che sul Codice Penale "maltrattamento" sia inteso solo come lasciare morire di fame un animale. Esemplare e' il caso di un cane rinchiuso in una cantina tutto il giorno, ma visto che il padrone lo portava a spasso una volta ogni tanto, gli esperti veterinari della ASL affermavano che il cane godeva di buona saluta, era sistematicamente portato fuori e aveva cibo e acqua in abbondanza. E' quindi nella natura dei cani vivere senza la luce del sole e lontano da ogni forma di socialita'? Essenzialmente, si vuole lasciare intendere che, fino a che a un animale e' dato di sopravvivere, il maltrattamento non sussiste. Alla stessa stregua non risulta essere maltrattamento il modo in cui detengono gli animali i circhi. Condizioni che persino l'occhio inesperto di un bambino definerebbe crudeli e assurde: tutti gli animali dei circhi sono costretti dall'arroganza umana a vivere in containers e in gabbie, in un clima spesso incompatibile, lontano da altri esemplari della propria specie e forzati a compiere esercizi ripetitivi e senza senso, spesso sotto la minaccia di non essere nutriti o di essere percossi. Ci appelliamo a tutti i cittadini perche' evitino di portare i loro bambini a vedere questi spettacoli pietosi, nei quali gli animali sono privati di ogni dignita' e di educarli invece alla non violenza e al rispetto verso ogni forma di vita.
La nostra richiesta come animalisti ma soprattutto come cittadini e' dunque questa: che lagge vigente venga fatta rispettare. Chiediamo che le forze dell'ordine adempiano al loro compito. Non per coscienza non possiamo guardare dall'altra parte.

Menghini Luca

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Mercoledì, 21 Marzo 2012 02:35

VEDERE IL MONDO IN BIANCO E NERO

Succede, a volte, di perdere speranza per la causa animalista. Perche' succede che, a volte, gli animalisti stessi bisticcino fra di loro per ragioni di importanza assai minore della causa che essi stessi condividono, o persino per ragioni che nulla hanno a che vedere con la causa.
Infatti, nel mondo dell'attivismo animalista, ci sono milioni di gruppi di frangia che ritengono di essere gli unici possessori della vera essenza dell'animalismo o dell'antispecismo che dir si voglia.
Non voglio, per correttezza, fare nomi o puntare indici accusatori, ma chiunque riconoscera' qualcuno in queste parole: sta a voi vedere se cio' che diro' si applica anche a costoro, o persino a se stessi.
Allora, a cosa vuole portare questo articolo? Questo articoletto vuole far intendere che, per quanto sia pura e buona e giusta e sacra la tua visione del mondo, se per ragioni di purita' filosofica ti isoli da chiunque la pensi similmente a te a livello pratico conti zero. Opinione personale, direte voi, ma dubito che non sia condivisibile.
Inoltriamoci maggiormente nella dimensione pratica: all'animale oggetto di sfruttamento e abuso gratuito, poco importa della tua filosofia, dei tuoi paradigmi etici, di come tu vedi l'essere animalista o persino antispecista. All'animale importa che gli vengano risparmiati, in un modo o nell'altro, tali abusi. Se la tua filosofia ti impedisce di essere efficiente nel portare materialmente qualcosa di buono alla causa, allora sei animalista per te stesso, non di certo per gli animali.
Spero che mi perdonerete la rudezza, ma onestamente conosco troppa gente che si perde in inutili e vuoti litigi su chi e' animalista e chi no dimenticando cio' che e' realmente importante: gli animali e la loro tutela dalla bestia umana. Il resto sono chiacchere che noi tutti facciamo: spesso per sentirci meglio con noi stessi, a volte per genuino interesse verso le cause che ci portano a pensare in talo modo.
Ma anche il solo filosofeggiare su nomi e nomenclature e' un lusso, che forse non ci possiamo nemmeno permettere. Vorrei non dover vedere piu' attivisti che si rifiutano di collaborare con altri attivisti che pure lavorano per la stessa causa, il tutto solo in base ad etichette e/o antipatie personali.
Sputare sentenze sul lavoro degli altri e' sempre semplice, un po' meno offrire soluzioni piu' efficaci. E' fin troppo facile chiudersi nella vuota filosofia che, per quanto elegante, non aiuta proprio nessuno. Mi ripeto perche' sembra che tale concetto, estremamente semplice, non sia pienamente afferrato da alcuni, e cosi' passiamo il tempo a farci la guerra fra di noi. Questo, a sua volta, ci rende disuniti e disorganizzati, e menoma significativamente la nostra capacita', come gruppo eterogeneo unito da interessi comuni, di agire per un cambiamento della societa'.
Vogliamo fare un esempio molto triste? La lobby dei cacciatori, enormemente piu' esigua di quella degli animalisti (almeno nel numero), risulta essere assai piu' influente dal punto di vista politico e sociale: questo perche' essi, al contrario nostro, sono uniti. Quando si parla di caccia, il piu' rosso dei comunisti e il piu' nero dei fascisti si danno la mano, poiche' pongono la loro infame attivita' in cima alla loro lista di priorita'.
Per qualche motivo, noi animalisti sembriamo non essere in grado di fare cio', e viene spontaneo il chiedersi perche'. In fondo, di fronte all'enormita' della situazione animale, qualsiasi altra considerazione dovrebbe passare in secondo grado. Sarebbe legittimo forse discutere sulle strategie da adottare, su come porsi a livello sociale e politico, su quali linee guida siano migliori nel lungo termine. Ma mai questo dovrebbe portarci a faide assurde, a scontri senza fine sempre sui soliti concetti, ad una frammentazione interna come quella attuale.
Naturalmente, bisogna sempre accettare che qualcuno la pensi diversamente da noi senza automaticamente assumere che esso sia una cattiva persona: quanti di noi hanno amici onnivori, che non si curano della causa animale? Li ostracizziamo per questo? Se la risposta e' no, io vi chiedo come e' immaginabile allora disprezzare persone che, seppur condividendo il cuore della causa, si muove in maniera diversa per essa.
Mi sembra assurdo: ma in fondo l'uomo e' un animale che si crogiola nell'assurdo. Bisogna essere meno umani allora, e ragionare per una volta con la testa. E magari, una volta o due, si puo' anche scendere ad un compromesso nel mondo delle idee per un reale cambiamento nel mondo oggettivo osservabile, che alla fine e' quello che conta.

Luca Menghini

 

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Domenica, 18 Marzo 2012 01:59

PERCHE' VEGAN?

In quanto vegano, mi capita di frequente di confrontarmi con vegetariani che reputano la mia posizione estremista e frutto di un banale estremismo ideologico, senza alcun fondamento logico-razionale. In questo articolo, quindi, voglio esporre in maniera il piu' sintetica possibile le ragioni di tale scelta, che ritengo oltremodo necessaria, come ritengo necessario che, per avere uno stile di vita realmente privo di violenza gratuita verso il prossimo, ognuno dovrebbe adottare.
Sono stato anch'io vegetariano per diversi anni, e comprendo bene le ragioni che portano le persone a sentire la causa vegan come assurda: in fondo, ci si rifiuta di mangiar carne in quanto si collega alla bistecca il cadavere, ottenuto ovviamente con l'uccisione dell'animale: ma di certo questo non vale per latte e uova, che l'animale produce naturalmente quando ancora in vita, vero?
Bene, non e' esattamente cosi'. Nel mio caso, devo ringraziare Marina Berati, che nella sua "Lettera aperta ai vegetariani" (che e' facilmente trovabile sul web, purtroppo non riesco a trovare un link "ufficiale" e quindi vi rinvio a Google) ha esposto in maniera esemplare le ragioni etiche che portano inevitabilmente all'abolizione dalla propria dieta di uova e latticini. Essenzialmente, se si vuole essere sintetici, il discorso e' il seguente: una volta constatato che il latte e le uova sono prodotti solo dalle femmine delle rispettive specie, che fine faranno i maschi? Pochi potranno essere tenuti per fine riproduttivi, ma come per tutte le altre specie vi e' un rapporto paritario di nascite fra i due sessi. In sostanza, i maschi all'allevatore sono utili soltanto per una cosa: la carne. Se non sono adatti per l'allevamento a questo fine vengono immediatamente eliminati, brutalmente sopressi poco tempo dopo la nascita, come e' il terribile caso dei bufali, la quale carne non viene ritenuta commercializzabile. Se anche si riuscisse, attraverso una maggiore diffusione della dieta vegetariana, a far chiudere tutti gli allevamenti da carne, non regalereste comunque a questi animali una vita felice, lontana dalla violenza, ma solo la sopressione immediata. E che dire di tutte le galline e le mucche troppo vecchie per venire ritenute "produttive"? Anche per loro il futuro risulta essere tutt'altro che roseo: nel momento stesso in cui l'allevatore non ricava piu' alcun guadagno dal tenerle in vita, le macella per carne di seconda scelta.
E' importante tenere bene in mente che questo discorso e' considerabile A PRIORI dei metodi di allevamento, che noi tutti sappiamo essere tutt'altro che idiallici: questo ci dice in maniera semplice e impossibile da fraintendere che e' impossibile ottenere questi prodotti senza supportare una forma di violenza terribile nei confronti di chi vorremmo proteggere: ho ignorato volutamente altre considerazioni che, seppur importanti, potrebbero essere distorte in una visione in cui abomini come uova biologiche, allevate da "galline felici e libere", potrebbero essere ritenute un'alternativa etica. Anche se tale idilliaco allevamento potesse esistere (e su questo nutro dei forti dubbi), su di esso alleggierebbe comunque il fantasma di milioni di pulcini maschi tritati vivi: e' questo il metodo infatti che si suole utilizzare per terminare le loro brevissime vite negli giganteschi stabilimenti dove nascono, dette "hatchery" o incubatrici. Vorrei essermele inventate queste cose, ma purtroppo non ritengo di avere un'immaginazione sufficientemente malata per cio': e' tutto vero, non e' difficile trovare sulla rete video che documentano il lavoro di operai addetti a constatare il sesso di ogni pulcino nato: se e' maschio, essi vengono immediatamente gettati in un tubo che li conduce ad un tritacarne.
Molto semplicemente, non e' possibile avere tali prodotti senza un contorno di sangue e miseria.
Cosa dire inoltre del latte? Il latte non e' naturalmente prodotto, come vuole l'ingenua coscienza popolare, da mucche senza vitello in seguito a qualche forma di selezione artificiale o altre strane stregonerie: perche' la mucca produca latte, e' necessario che abbia partorito da non piu' di due anni (due anni sono il massimo che si puo' ottenere, anche con forme di sfruttamento intensivo che costringono la mucca ad allungare il periodo di produzione). Per ogni due anni di produzione, la mucca viene ingravidata e poi le viene crudelmente tolto il vitello, per impedire che questo "rubi" il prezioso latte che e' evidentemente, nelle menti deviate di alcuni, destinato all'uomo, per poi venire nutrito con scarti e altre schifezze spesso di origine industriale. Il dolore che questa separazione provoca alla mucca solo un genitore lo puo' immaginare. E che dire del vitello, strappato dall'affetto materno per una fredda e corta vita fra le sbarre di un allevamento?
Non e' possibile aggirare tali considerazioni in nessun modo: il latte e le uova sono sporche di sangue tanto quanto la carne.
E' vero che non si puo' essere perfetti in tutto e gia' essendo vegetariani si fa molto, anche a livello culturale e sociale, ma oggi vorrei chiedervi qualcosa in piu': fate in modo di non essere piu' responsabili della sorte di miliardi di galline e mucche che vivono ogni giorno soffrendo per il nostro palato.
Essere vegani non e' una questione di vuoto fondamentalismo o una scelta simbolica: e' questione di giustizia e di coerenza con un ideale che non prevede l'uccisione e la tortura di altri esseri viventi per piaceri effimeri e capricci puerili. Adottate una dieta vegan: vi assicuro che non ve ne pentirete!

Luca Menghini

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Sabato 17 e domenica 18 marzo a Trento fiere, torna la mostra annuale dell’agricoltura giunta ormai alla sua 66esima edizione. 66 anni durante i quali ogni volta si è compiuto l’umano e antropocentrico rito che vuole l’uomo al di sopra di tutto e relega gli animali alla stregua di meri oggetti a disposizione della specie eletta, la nostra. In nome di questa visione è iniziata ca dodicimila anni fa la pratica dell’addomesticamento che ha portato l’uomo a prevalere sulle altre specie, prima manipolandole, domandole e piegandole al suo volere per poi arrivare fino ai giorni nostri in cui sono operativi 24 ore su 24, veri e propri lager dove gli animai sono allevati in condizioni miserevoli e fatti nascere per morire. In nome dell’antropocentrismo si sono compiuti e si compiono quotidianamente, nel silenzio e con la connivenza di tutte le istituzioni, i più efferati delitti nei confronti delle altre specie viventi.

La mostra dell’agricoltura, perpetrando questo rito, confonde ancora una volta ciò che è vegetale da ciò che vegetale non è, ponendo sullo stesso piano piante e altri animali, mettendosi alle spalle o meglio ignorando completamente la teoria darwiniana dell’evoluzionismo che considera l’uomo non un essere speciale al vertice dell’universo ma una creatura al pari delle altre e lo ricolloca al posto che gli compete, nella natura e non al di sopra di essa.

Questa mostra ancora una volta inneggia all’esclusività dell’essere umano affermando, sempre secondo la visione antropocentrica avvallata da quasi tutte le religioni, che tutto è stato creato per l’uomo e lo fa dimostrando, attraverso l’esposizione e la vendita di animali, la superiorità e il diritto dell’essere umano di disporre della vita di altri esseri senzienti.

In questi due giorni mucche, maiali, pecore, agnellini, vitelli, pulcini, e altri animali saranno obbligati a sopportare la visita e la vista di migliaia di persone, a subire carezze, a restare in piedi per ore, incatenati per il naso, come nel caso dei tori, o per il collo, da corte catene che impediranno loro perfino di sdraiarsi, in modo da mettere in mostra la loro possente fisicità.

Per due giorni saranno alla mercè di un pubblico curioso, che li potrà osservare, toccare, palpare, far accarezzare dai bambini come fossero rari oggetti.

Conosciamo tutti quale sarà il destino di questi animali dopo che avranno soddisfatto le esigenze di mercato che la fiera propone. Ognuno di loro ahimè, dopo essere stato ipocritamente accarezzato e ammirato, sarà macellato in altra sede, ma questo verrà ben taciuto ai bambini che mai sapranno che la coscia di pollo che si troveranno nel piatto apparteneva ad uno di quegli adorati pulcini ammassati nelle gabbie, che hanno visto in fiera.

Nessun genitore avrà mai il coraggio di dire a suo figlio che l’agnello cucinato per pasqua, o la fettina di vitello che si porteranno alla bocca, apparteneva a un essere vivente strappato violentemente alla madre per essere brutalmente ucciso ed appeso ad un gancio, fatto a pezzi, incellofanato e pronto da esporre al supermercato sotto casa o in qualche macelleria di paese.

Nessun genitore, accecato suo malgrado dai dettami di questa società assurda e ingiusta, dirà mai al proprio figlio che quegli animali avevano lo stesso diritto che ciascuno di noi ha, il diritto alla vita, alla libertà e al rispetto e che solo la legge del più forte, che abbiamo applicato verso i più deboli, ha condannato irrevocabilmente a morte.

Sono convinta che l’unico modo per salvarci dal baratro verso cui stiamo a grandi passi correndo, sia quello di invertire la rotta che abbiamo intrapreso per ritornare ad una visione naturocentrica del mondo e ad una concezione diversa e più umile di ciò che veramente siamo, una concezione che ponga la vita stessa, nella sua straordinaria varietà di forme e colori, al centro dell’universo.

Voglio fare un appello a chiunque leggerà queste righe, ed è quello di boicottare tutte le fiere che espongono o usano per altri scopi gli animali e di iniziare contemporaneamente a guardare agli altri esseri viventi come a ciò che realmente sono, nostri compagni di viaggio, abitanti  a pieno titolo di questo pianeta che non ci appartiene ma di cui ci siamo appropriati con forza lungo un percorso che ci ha portato a dimenticare e soffocare il sentimento di pietà ed empatia verso gli altri esseri viventi, sentimento che è ancora latente in noi e che dobbiamo solamente imparare ad ascoltare.

 

Ivana Ravanelli  

Published in Archivio blog al 2012
Martedì, 13 Marzo 2012 12:54

SONO ANIMALI ANCHE I PESCI

Ebbene si', sono animali anche loro. Sono creature senzienti, dotate di un'intelligenza e di capacita' logico-deduttive che niente hanno da invidiare a quelle dei primati. Essi provano un ampio spettro di emozioni e sensazioni, fra le quali troviamo dolore, amore e piacere.
Cio' che ho appena affermato non ha origine nella vuota supposizione o in una personale illusione: e' cio' che la ricerca scientifica ha appurato negli ultimi dieci anni circa. Si e' trovato infatti che i pesci hanno capacita' cognitiva e di apprendimento incredibili: si e' visto come i pesci riescano a riconoscere individualmente i membri del proprio banco, anche dopo 30 giorni dall'ultimo incontro (Bshary, Wickler e Fricke, 2002), oppure come i salmoni riescano a trovare lo specchio d'acqua dove sono nati non grazie a qualche forma di orientamento istintivo, ma grazie ad una vera e propria memoria spaziale e di punti di riferimento visivi e olfattivi (Laland, Brown e Krause, 2003). Un esempio ancora piu' incredibile e di come i pesci comprendano il concetto di monopolio, cosa che persino i tanto elogiati umani fanno fatica a fare: nel caso dei cosidetti "pesci ripulitori", cioe' pesci che  si cibano ripulendo altri pesci dai parassiti e dal tessuto morto (i "pesci clienti", in altre parole), essi pare diano priorita' ai clienti che hanno accesso ad altri ripulitori, decidendo cosi' di assicurarsi prima la clientela minacciata dalla concorrenza, per poi dedicarsi con calma a quelli che per loro sfortuna non hanno accesso ad altri ripulitori. Una vera e propria strategia economica, sempre mostrata da Bshary nel suo articolo del 2002, che richiede attenta valutazione e deduzione logica scevra da ogni impulso istintivo, e che porta il pesce a fare delle decisioni considerate tutte le varianti ambientali da lui osservate. Non male per quello che alcuni vorrebbero dipingere come null'altro che una macchina subacquea, non e' vero?
E' doveroso far notare, a questo punto, che anche la famosa teoria della "memoria di 3 secondi" si e' rivelata essere una vera e propria bufala, senza alcun fondamento dal punto di vista logico o scientifico: null'altro se non vuota speculazione e scienza fatta coi piedi.
I pesci si rivelano cosi' essere degli "animali" simili in tutto e per tutto a quelli inabitanti la terraferma, e non delle macchine o delle forme di vita inferiori comparabili ai batteri: perche' dunque molte persone decidono di relegarli ad uno stadio inferiore?
La spiegazione piu' semplice, e a mio parere forse la piu' giusta, e' che i pesci ci risultano essere alieni e abbiamo dunque difficolta' a relazionarci con loro, a stabilire un legame empatico con queste creature. Cio' e dovuto principalmente ad un fattore comunicativo: essi, per forza di cose, posseggono un linguaggio corporeo totalmente differente dal nostro, e si basano sul fattore olfattivo come noi ci basiamo sul suono. A ragion veduta, i pesci non urlano quando vengono uccisi. Se pensiamo che il cane abbia un linguaggio corporeo diverso dal nostro, non possiamo fare altro che riconoscere alcuni punti in comune: il cane guaisce quando ferito, si lamenta, piange oppure abbaia giocoso. Non e' difficile capire quando un cane e' felice, proprio perche' la distanza evolutiva fra noi e lui non e' cosi' grande (ed e' sempre necessario ricordare che la distanza evolutiva e' sempre orizzontale, non verticale come alcune male lingue vorrebbero far credere). Al contrario, tra noi ed il pesce vi e' una distanza non trascurabile, e questo ci porta a vederlo come una presenza aliena ed insondabile, se non attraverso un'indagine scientifica e metodica.
Ricredetevi dunque, il pesce se potesse urlerebbe a pieni polmoni (che nella realta' non ha) quando viene pescato dalle profondita' del mare e schiacciato dal peso dei suoi compagni, urlerebbe quando gli viene infilato un uncino in bocca, urlerebbe quando viene soffocato mentre si dibatte annegando nell'aria per lui irrespirabile. I pesci sono animali: vorrei non dover piu' sentire persone che mi dicono "io sono vegetariano ma mangio il pesce" perche' cio' e' un controsenso. Il pesce e' fatto di carne, come tutti noi: non vi e' alcuna differenza.

Per chi volesse saperne di piu', esiste davvero una quantita' incredibile di articoli scientifici e non su questo interessantissimo argomento. Io consiglierei soprattutto gli articoli sopracitati: lo Laland, Brown e Krause da solo si rifa' a circa 500 articoli ed e' una mini-raccolta di alcuni di essi. E' stato pubblicato nel "Fish and Fisheries" del 2003.

Luca Menghini (Cles)

Published in Archivio blog al 2012