Sono vegano ormai dal Marzo 2008, questo significa che nel “calendario vegano” ho appena compiuto 3 anni. Mai una volta da allora ho dubitato di aver fatto o meno la scelta giusta, e ogni volta che ci penso il mio unico rimorso e il non averlo fatto prima, molto prima.

Naturalmente, prima di diventare vegano, sono stato vegetariano per qualche tempo, 2 anni credo. Al tempo ero convinto che la mia dieta vegetariana fosse etica, giusta e immune ad ogni tipo di critica. Mi sbagliavo: cio’ che mi spinse al cambiamento fu il leggere la “Lettera ai vegetariani dai vegani” di Marina Berati, in cui spiega cosa vi e’ di mancante in una dieta latto-ovo-vegetariana, e cioe’ che fallisce interamente nel considerare i legami che intercorrono fra le industrie del latto-casearie e quella della carne.

All’inizio la cosa piu’ difficile non fu tanto il rinunciare a tutti i cibi contenenti prodotti animali, quanto piu’ il parlarne con la mia famiglia ospitante. Infatti, siccome in quel periodo stavo studiando in Irlanda grazie ad un progetto di scambio culturale, non vivevo a casa mia ma venivo ospitato da una famiglia del luogo. Non la presero benissimo e da la’ iniziarono delle tensioni che si protassero per tutta la mia permanenza. Ma a volte capita che si incontrino persone particolarmente ottuse che non vogliono sentire ragioni e ritengono ogni cosa fuori da cio’ che viene ritenuto normale come una sciochezza, una stoltezza. Puo’ persino capitare nell’ambiente famigliare oppure nella propria cerchia di amici di incontrare questo tipo di resistenza.

Tuttavia, non mi sono mai preoccupato piu’ di tanto di cio’: se devo scegliere fra la mia morale e il piacere a tutti, non ho dubbi sulla mia scelta. Non si compromette la propria etica per ottenere l’approvazione di qualche anima meschina.

L’essere vegano non mi ha fatto altro che bene, mentalmente e credo anche fisicamente, sebbene di cio’ non mi importi piu’ di molto, non sono mai stato un salutista. Devo ammettere pero’ che di certo il mio metabolismo e’ accelerato notevolmente, cosi’ come il recupero dalla fatica. Sebbene sia diventato nel frattempo un fumatore assiduo posso dire con tranquillita’ di avere molto piu’ fiato ed energia rispetto ai miei anni vegetariani, e credo che questo sia dovuto in gran parte alla dieta.

Ora, dopo solo qualche anno, non potrei nemmeno immaginare di bere latte o mangiare un uovo: il solo pensiero mi fa venire la nausea, come se pensassi di bermi un barattolo di nafta oppure viti e bulloni.

 Luca


 

Era l’ormai lontano 2000 quando per la prima volta venni a conoscenza della drammatica tragedia degli orsi della luna e delle fattorie della bile. Vi racconto questo perché credo fu proprio l’essermi imbattuta casualmente in questa barbarie senza precedenti, che generò in me un odio profondo verso tutte le forme di violenza esercitate sugli animali e verso tutti coloro che in nome della superiorità della razza umana praticavano queste violenze su creature totalmente indifese.

Questo fatto mi indusse a  prendere definitivamente le distanze da ogni coercizione sui più deboli. Prima di allora, avendo vissuto fin da piccola con cani e gatti in casa, ero “un’amante degli animali”, anche se  già da alcuni anni precedenti l’episodio non mangiavo più carne e  avevo ridotto notevolmente il consumo di uova latte e burro che avevo sostituito con prodotti alternativi continuando però, di tanto in tanto, a mangiare i pesci. All’epoca lavoravo in un istituto superiore e iniziavo appena ad armeggiare con il web. Dopo aver letto per caso questa notizia su un newsgroup, ricordo di essere scoppiata in lacrime. Troppo incredibile e brutale mi sembrava questa cosa tant’è vero che i colleghi mi dissero che: “sicuramente non poteva essere vero”, che “gli animali al giorno d’oggi erano più protetti degli umani”, che “si trattava certamente di uno scherzo”.

Fatto sta che per paura di approfondire il discorso volli credere a loro e non indagai ulteriormente sull’argomento per timore di scoprire la verità. Preferii crogiolarmi nell’illusione che la notizia era falsa ma, nonostante ciò, per giorni e giorni dopo il fatto passai notti insonni a farmi domande e spesso rivolgevo lo sguardo alla lontana Cina come per cercare una risposta oltre l’orizzonte. Da quel momento comunque divenni quasi totalmente vegetariana salvo qualche rara occasione in cui mi capitò ancora di mangiare molluschi e ahimè anche crostacei. Successivamente, qualche tempo dopo, non ricordo esattamente quando, il passo definitivo a vegetariana totale, status che ho sempre mantenuto fino alla primavera del 2007, quando un incontro a Modena con la dott.ssa Luciana Baroni, mi persuase a fare il passaggio ulteriore all’alimentazione vegana.
Da quel momento in poi il veganismo è diventato per me una vera e propria filosofia di vita che guida ogni mia scelta. Ho abbandonato successivamente lana, seta, cuoio e ogni prodotto che gronda sangue o che comporta un maltrattamento più o meno grave agli animali, sostituendoli con cotone, viscosa, lorica, poliestere e altre fibre naturali, sintetiche o artificiali.

Oggi, non riuscirei più a mangiare gli animali o i prodotti che derivano dal loro sfruttamento di cui mi sono nutrita per molto tempo e  il rimorso di non aver preso questa decisione prima, di essermi sfamata, come una sanguisuga, grazie alla sofferenza di altri esseri viventi che come me avevano diritto alla vita, che come me volevano vivere in libertà la loro vita, non mi abbandona mai e quando ci penso sento il bisogno di chiedere perdono agli animali che ho mangiato e dei quali ho  assorbito le agonie. Non posso dimenticare che ogni cellula del mio corpo si è alimentata con il sangue di esseri innocenti, e invidio coloro che fin dalla più tenera età hanno preso consapevolezza e si sono rifiutati di prendere parte al sopruso istituzionalizzato sugli altri animali, che purtroppo accomuna tutti i popoli di questo mondo sbagliato.

by Ivana

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