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Spesso noi animali umani, grazie ad una visione antropocentrica tramandata e incultata fin dalla più tenera età, abbiamo il brutto vizio di parlare degli altri animali come di qualcosa di diverso da noi. Da una parte abbiamo collocato l’animale uomo, unico, speciale, intelligente, razionale, dominante dal piedistallo sul quale si è auto posizionato, dall’altra “gli altri animali”  che consideriamo, anche linguisticamente parlando, come un unico gruppo, dimenticando che esistono milioni di specie diverse tra loro, che vanno dal più piccolo insetto come può essere una pulce, ai più grossi erbivori come ad esempio l’ elefante.. con caratteristiche enormemente diverse tra loro, non solo tra specie a specie ma anche e soprattutto tra soggetto a soggetto. Esattamente nel modo in cui, noi animali umani, ci differenziamo l’uno dall’altro, (non solo per via delle molteplici razze esistenti con caratteristiche somatiche molto diverse) anche tra i soggetti animali che appartengono alla stessa specie esistono infinite varianti e diversità, fisiche ma anche intellettuali e cognitive. Un cane ad esempio, si distingue da un altro non solo per la razza (e a questo proposito non dimentichiamo che le razze canine sono anch’esse una creazione umana frutto di secoli di incroci ed esperimenti genetici) ma in quanto individuo. La sua formazione e l’ambiente in cui vive sono fondamentali per il risultato del soggetto adulto come lo sono per un bambino e l’uomo che diventerà.

Da una lato quindi la specie umana, eletta, avulsa dalla natura, infatti nell’immaginario collettivo anche la natura è qualcosa che sta al di fuori da noi, si parla sempre erroneamente di uomo e natura, e non di uomo parte integrante dlla natura, dimenticando che, da quadrumani quali eravamo, abbiamo assunto con l’evoluzione e solo per istinto di sopravvivenza, la posizione eretta, diventando bipedi, cosa che ci ha permesso di sviluppare nel corso dei secoli una manualità ed uno sviluppo particolare delle corde vocali, con il quale abbiamo creato un linguaggio articolato come forse nessun altra specie vivente, grazie al quale siamo arrivati ad essere ciò che siamo  conquistando ed impossessandoci del pianeta, uccidendo e schiavizzando il resto dei viventi che abbiamo assoggettato al nostro volere.

Ma gli altri animali, tutti, sono intelligenti, in alcuni casi più di noi (e questo è ormai dimostrato da parecchi studi in materia)  tant’è vero che riescono a fare cose che nemmeno ci sogniamo. Il nostro ridurre ad “istinto” il loro comportamento, è ignoranza allo stato puro, dovuta al fatto che non li conosciamo e tendiamo ad interpretare il loro modo di agire (soprattutto per convenienza) secondo modelli comportamentali noti alla mente umana. Infatti se, tanto per fare un esempio esempio, pensassimo ai maiali come a creature dotate di intelligenza, sensibilità, emotività, capacità affettive ecc, diventerebbe molto più difficile per noi allevarli per mandarli al macello.

Ma la “vita”, tutta, è molto più complessa di come si pensa, e sappiamo ancora così poco perfino della specie cui apparteniamo, che mai dovremmo arrogarci la pretesa di conoscere la mente di tutti gli altri viventi del pianeta. Ci vuole solo molta umiltà per ammettere che la specie umana non è diversa dalle altre specie ma è il frutto di una evoluzione che in milioni di anni l’ ha portata ad essere ciò che è, e credo che se davvero noi che ne siamo membri, fossimo intelligenti come riteniamo di essere, dovremmo semplicemente prendere atto della nostra ignoranza in merito riconoscendo che non conosciamo ancora nulla della potenzialità del cervello delle altre specie viventi e che siamo solo ai margini di un territorio ancora sconosciuto sul quale abbiamo appena iniziato ad addentarci.

In questo link che vi invito a leggere, (solo uno dei tanti che parla dell’intelligenza degli animali), ci sono spunti molto interessanti per iniziare a modificare la nostra visione su di loro.

http://www.lescienze.it/news/2013/10/12/news/pensiero_animali_viaggio_mentale_tempo-1843544/

Ivana Ravanelli

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