20190713 121850 1038x1384 - Manifestazione pro M49 - Trento13 luglio 2019 - Critiche ed osservazioni all'evento e al deludente mondo animalista

La manifestazione contro la cattura e l’imprigionamento di M49, ennesimo orso ritenuto colpevole di malefatte e razzie contro il “bestiame” degli allevatori in montagna e sugli alpeggi, ha dato oggi un triste spettacolo dell’animalismo e degli animalisti in genere.

Al di la di tutte le ragionevoli osservazioni sulle motivazioni logiche della non pericolosità di M49 che, come ogni animale selvaggio e selvatico, altro non fa che porre in essere la sua natura di predatore e che non può quindi essere accusato di nulla se non di fare ciò per cui la natura lo ha creato e cioè procurarsi in qualche modo il cibo, tenuto anche conto delle aree montane rubate a lui e agli abitanti naturali del bosco dove l’uomo spadroneggia portandovi mucche e vitelli (definiti “bestiame”) allo scopo di farli mangiare erba sana di alpeggio e quindi poterli sfruttare al meglio con la produzione di prodotti caseari di alta montagna pare molto ricercati e costringendo così l’orso ad avvicinarsi alle greggi, resta il fatto che l’animalismo oggi ha dato ancora una volta un’immagine di se frammentaria, confusa, sconnessa e disorganizzata. Se, solo il giorno precedente e cioè ieri, la parte nemica vale a dire allevatori, contadini, cacciatori, e tutti coloro favorevoli alla cattura e magari anche all’uccisione di M49 e altri orsi che come lui osano contrastare l’economia montana, hanno manifestato alla grande e coesi portando in piazza, si dice, oltre ai loro interessi, e alla loro paura del plantigrado e dei lupi che potrebbero lederli, più di un migliaio di persone e segnando così un bel 1 a 0 nella partita contro i difensori dell’orso, oggi la risibile e sparuta partecipazione al corteo animalista ha incassato un notevole insuccesso documentato dai molti giornalisti presenti, dalle tv locali e pure da tutti gli agenti di polizia incaricati di scortare la manifestazione nel tragitto previsto da piazza fiera fino al commissariato del governo. Resta da dire che anche l’organizzazione ha avuto i suoi punti deboli, in primis causa un orario poco consono e probabilmente imposto dalle autorità (12.00 – 15.00) assolutamente non in linea con la normale presenza massiccia di persone in città e poi, con lo spostamento dell’ultimo minuto (obbligato pare) del luogo di ritrovo dalla stazione a piazza fiera, proseguendo con l’assenza del Pae che in teoria avrebbe dovuto essere il principale organizzatore e che poi, non si è capito bene perché, ha passato la mano al Fronte Animalista che a sua volta si è presentato con più di un’ora di ritardo rispetto all’orario stabilito. Un organizzatore non arriva mai in ritardo, un organizzatore arriva semmai in anticipo anche a costo di partire molte ore prima se distante perché, a mio avviso, il ritardo denota scarso interesse e poca serietà. Mettiamo il caso dovessimo partecipare ad una manifestazione organizzata da noi per difendere un nostro figlio o qualcuno che amiamo, o qualche interesse personale, saremmo ancora credibili se arrivassimo in ritardo? E poi il lungo stazionamento in piazza fiera, più di un’ora e mezza, in attesa di direttive che non arrivavano da parte degli organizzatori piuttosto indecisi sul da farsi ma che ad un certo punto hanno dato l’ok per avviare un corteo stanco e ormai quasi demotivato che sotto il sole cocente di luglio ha tirato insieme i pezzi e si è incamminato lungo viale 4 novembre.

Al di la di questo, grandi associazioni hanno preferito boicottare l’evento, alcune, manifestando giorni prima per conto loro con i volontari davanti al palazzo della regione, altre, che da anni si battono, almeno teoricamente, contro l’attività venatoria, recentemente e non solo sempre in primo piano con mail e comunicati stampa per la difesa dell’orso sotto l’emblema dell’inconfondibile bandiera gialla, si sono affidate a numerosi comunicati stampa inviati ai giornali e pervenute ai loro seguaci via mail, altre ancora  che, pur mantenendo a livello locale una forte rappresentanza, oggi erano assenti. La bandiera azzurra di una tra le importanti associazioni animaliste nazionali è rimasta sola a sventolare confusa sul fronte animalista, sovrastante la triste imitazione di una gabbia vuota contenente un orso di peluche rinchiuso cui faceva compagnia la foto del governatore del Trentino e attorniata dalla presenza dei rappresentanti di altre piccole associazioni locali e poche  persone indipendenti sensibili al tema, scese in strada per sostenere con la loro partecipazione questo evento. Viene da chiedersi dove siano finiti gli indignati di FB che numerosissimi sui social, hanno speso molto del loro tempo esternando il loro dissenso e la loro rabbia attraverso commenti e like contro la cattura dell’orso e spuntando un azzardato “parteciperò” ignari a quanto pare, del reale significato di questa parola.

Insomma, sarà stato forse il caldo di questa estate infuocata e torrida che ha annebbiato le menti degli animalisti Trentini o sarà stato ancora una volta il bisogno assoluto di protagonismo che troppo spesso pare inficiare le azioni dei volontari di molte associazioni che, prima ancora dell’interesse per gli animali, pongono in primo piano i loro interessi e il loro successo personale? Viene da pensare che molti animalisti cavalchino l’onda dell’argomento più popolare e utilizzino esclusivamente a scopo pubblicitario cause come questa che hanno una notevole risonanza mediatica.

Duole, in quanto animalista e vegana da moltissimi anni, parlare in questi termini di “colleghi” che sento vicini per l’ideale altissimo che ci unisce e che come me, dovrebbero battersi per una causa tanto giusta quanto nobile come quella dei diritti animali ma davvero non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto importi veramente di M49 e di altri come lui, alle persone che oggi erano assenti alla manifestazione di Trento. Il senso di tristezza che mi ha accompagnata lungo il tragitto da piazza fiera verso il commissariato del governo dove a turno i relatori si sono alternati per parlare, per lo più a loro stessi e ai pochissimi presenti, affrontando con cognizione di causa l’argomento e le problematiche legate a M49 e con esso l’argomento implicito del diritto alla vita di tutto il vivente, ha scavato una profonda voragine nel mio cuore di animalista dandomi un senso di inadeguatezza e sconforto al pensiero che, se questo è ciò che l’animalismo è diventato o meglio ciò che dell’animalismo è rimasto, allora gli animali davvero non hanno alcuna speranza di uscire dalla merda in cui si trovano. Per questo ho deciso di lanciare attraverso questo pezzo, un sentito appello a tutte le forze animaliste in campo invitandole a rivedere e rimettere in discussione atteggiamenti antianimalisti, sollevandosi dalla banalità in cui tutte sono/siamo cadute/i, mettendo in pratica azioni di vera difesa degli animali e dei loro diritti, trovando punti di incontro e non di scontro tra tutte le associazioni perché in ognuna c’è del buono, unendosi ed elevandosi con forza al di sopra delle piccole meschinità e della povertà morale che in quanto esseri umani purtroppo ci appartengono e fanno parte di noi. Ho sentito il bisogno di invitare ogni singolo attivista a ritrovare la ragione profonda della lotta e di quei valori, sicuramente ancora presenti, che un giorno lo hanno coinvolto individualmente e singolarmente spingendolo ad avvicinarsi al mondo della difesa dei più deboli e inducendolo a diventare portavoce dei loro diritti, e a guardare insieme ad altri che condividono questo grandissimo ideale, ad un mondo più giusto per ogni essere vivente, perchè non c’è altra strada da percorrere se non quella dell’unità, per vincere, uniti, per ottenere i risultati di questa battaglia antipopolare certo difficile ma non impossibile se combattuta con le armi giuste, contrastata fortemente dallo specismo e dalla società specista soli ed unici nemici da cui dobbiamo guardarci, per riuscire a vedere in fondo alla via la bandiera della libertà che sventola alta e nobile sopra le nostre teste e i nostri dissidi e provare la felicità incontenibile di aver contribuito al raggiungimento del momento in cui ogni animale potrà vivere libero dalla sofferenza, dalla schiavitù e dalla tirannia umana.

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